[Film] Gran Torino

Sono andato a vedere questo film pieno di buone speranze.
Il vecchio
Clint ha girato un ottimo film anche se si situa un gradino sotto
Mystic River e Million Dollar Baby, formando comunque insieme a questi
ultimi una specie di trilogia del dolore.
Di che parla Gran Torino?
La trama è abbastanza scontata: c’è un ex soldato, conservatore e rude
che, attraverso il confronto con il "diverso" (nel caso, una famiglia
di immigrati asiatici) si addolcisce e diviene "amico" degli asiatici
fino a un (quasi)scontato finale.
E’ da notare subito una
impressionante prova attoriale di Clint, mai così vecchio, dolente e
rabbioso: disilluso dalle promesse religiose, scoraggiato dalle
relazioni familiari, trova conforto e "salvezza" (io non capisco perchè
la parola "salvation" venga tradotta in "salvazione" mah….)
nell’amicizia con gli asiatici e nel suo ruolo di "tutore" del
ragazzino.
E’ un film laico, ma con una forte impronta religiosa
(come gran parte del cinema di Eastwood): la confessione non viene
fatta al prete, ma direttamente al ragazzino (da notare la scelta
stilistica dei due dialoghi in cui i protagonisti, Clint e il prete,
poi Clint e il ragazzo, sono divisi da una grata, del confessionale
prima, della porta della cantina poi), la salvezza deriva dalle proprie
azioni, non da un perono divino che Kowalsky (e quindi anche il Clint
regista) reputa se non impossibile, almeno inutile. Tutto il film è una
specie di cammino di redenzione del soldato che porta la sua colpa (un
omicidio) fino all’inevitabile conclusione.

In conclusione, voti:
TRE cazzetti duri, uno barzotto, un Daniel impegnato a saldare e un Lucio ubriaco che bestemmia

This entry was posted in Generale. Bookmark the permalink.